I dentisti italiani visti dalle AI: le grandi catene sono quasi invisibili (test su 2.200+ query)

TL;DR: DentalPro, Primo Caredent e Dentista.tv e altre catene odontoiatriche tra le più presenti o in più rapida crescita in Italia, risultano completamente assenti dalle risposte AI in almeno 5 delle città più grandi del paese. Zero citazioni, zero raccomandazioni, su centinaia di domande poste ai modelli AI più recenti disponibili nel 2026. Nelle città di dimensione media, dove la concorrenza locale è reale ma non enorme, le catene ottengono citazioni ma restano comunque dietro agli studi indipendenti più forti.

In che modo abbiamo testato il settore odontoiatrico in Italia nelle AI

Abbiamo analizzato 15 città italiane, da Milano ai centri più piccoli, con domande realistiche poste a più modelli AI, per un totale di oltre 2.200 chiamate. Le domande replicano richieste reali di un paziente: “ho bisogno di un dentista a [città], chi mi consigli?”, liste dei migliori studi, ricerca per urgenza, per prezzo, per affidabilità, per pazienti con paura del dentista. I modelli testati includono Claude Sonnet 5, GPT-5.6 Terra, Gemini di ultima generazione, Perplexity Sonar e DeepSeek. Per le città più pesanti del campione, ogni domanda è stata ripetuta più volte per verificare che il risultato fosse un pattern stabile e non rumore statistico di una singola risposta.

GeoTracker · Dentisti Italia 2026 · 15 città · 2.250 query
Chi cita l’AI a Biella?
● Studio ● Catena ● Clinica ● Singolo

Come siamo arrivati a questo dato

Stavamo testando diversi settori con modelli più economici, per capire dove valesse la pena approfondire con un’analisi più seria. Il GeoTracker ci ha restituito un dato che, all’inizio, non eravamo sicuri di aver letto bene.

Perché parliamo proprio di DentalPro? Perché è la catena odontoiatrica più grande in Italia, con oltre 250 milioni di euro di fatturato annuo e 15 sedi nel solo comune di Milano. Su Milano, in 150 domande poste a 5 modelli AI (con run ripetute per verificare la stabilità del risultato), DentalPro non veniva mai citato come scelta consigliata. Non una volta.

Questo è il punto che normalmente sfugge: scalzare un colosso come questo dalla prima o seconda posizione su Google richiede in genere un investimento enorme, anni di lavoro SEO e budget che una piccola realtà locale non può permettersi. In questo caso, DentalPro potrebbe anche essere ben posizionato su Google, ma nelle risposte delle AI non viene proprio preso in considerazione. Il mercato della visibilità AI, oggi, è ancora libero.

A quel punto abbiamo approfondito. Anche se i modelli usati nella prima fase imitano ragionevolmente bene il comportamento dei modelli frontier, abbiamo ripetuto il test con Gemini 3.5, GPT-5.6 Terra e Claude Sonnet 5, le versioni più recenti e potenti disponibili. Il risultato è stato identico.

E non solo: lo stesso identico pattern si ripete sulle altre grandi catene nazionali. Primo Caredent, che pure ha sedi attive a Milano, zero citazioni. Dentista.tv, presente in città con una sede, stesso risultato. Su 219 citazioni totali registrate nel settore a Milano, le citazioni appartenenti anche solo a una di queste 3 catene sono pari a 0.

Lo stesso identico segnale emerge anche da altre due catene nazionali analizzate a Milano, Bludental Clinique e Gruppo Dentalcoop, ciascuna con una sola citazione isolata, del tipo earned e non come vera raccomandazione. Il fenomeno non riguarda quindi solo i tre brand principali di questo studio, ma sembra estendersi all’intera categoria delle grandi catene odontoiatriche nazionali.

GeoTracker · Validazione vs Letteratura
“Lo dicono i paper esteri” vs “I nostri dati in Italia”
1. Sovrapposizione Google ↔ AI
Paper esteri (Demand Local / BrightEdge 2026)
17–38%
dei risultati AI coincidono con la SERP Google
Nostri dati: 8 città con SERP comparata
19–34%
overlap tra domini Google top-10 e brand citati dall’AI
📌 Media su: Agrigento 28%, Aprilia 19%, Casale 28%, Nocera 27%, Pesaro 33%, Roma 31%, Torino 34%, Vicenza 26%
2. Equalizer Effect (+115% per chi parte svantaggiato)
Princeton / Aggarwal et al. (KDD 2024)
+115%
visibilità AI guadagnata dai brand in posizione bassa
Nostri dati: Clinica Odontoiatrica Villa, Biella
43%
saturazione su 150 query totali — brand #1 in città di 43.000 ab.
📌 Una clinica indipendente senza SEO avanzato domina su 5 modelli AI frontiera a Biella
3. Earned media come fonte dominante
Princeton / Aggarwal + Chen 2025
63–95%
delle citazioni AI provengono da fonti earned (non brand-owned)
Nostri dati: 15 città aggregate
82–89%
delle citazioni da piattaforme earned (MioDottore, Doctolib, PagineGialle…)
📌 Brand .it citati direttamente: ~11–18% del totale · fonte: sezione Piattaforme Earned di ogni report
● Paper ● Nostri dati ✅ dati italiani confermano la letteratura internazionale

Il pattern si conferma anche nelle altre grandi città

Lo stesso identico risultato si ripete a Roma, Torino, Bologna e Genova: zero citazioni assolute per DentalPro, Primo Caredent e Dentista.tv, nonostante decine di sedi attive complessivamente in queste quattro città. A Torino DentalPro ha almeno 10 sedi, a Roma almeno 17, a Bologna 5, a Genova 3: in nessuna di queste città viene mai raccomandato da un modello AI come scelta per un paziente.

Ma nelle città di media dimensione il quadro cambia, ed è ancora più interessante

A Biella, città di dimensione medio-piccola ma con una concorrenza odontoiatrica reale (62 brand distinti individuati, 705 citazioni totali), le catene nazionali non sono affatto invisibili. DentalPro raccoglie 54 citazioni (4° posto assoluto), Centri Dentistici Primo 40 citazioni (6° posto). Qui le catene competono ad armi pari con gli studi locali, in una città dove esiste un numero sufficiente di alternative per rendere la classifica significativa.

Eppure, anche competendo alla pari, le catene perdono. Il leader assoluto resta Clinica Odontoiatrica Villa, uno studio indipendente con 65 citazioni. Si presuppone che questo primato sia frutto dei molteplici traguardi raggiunti dalla clinica: prima tra tutti un metodo proprietario che si propone come alternativa diretta agli impianti All-on-4, che nel tempo ha generato articoli, approfondimenti e citazioni dirette da parte di siti earned, contribuendo a consolidarne il primo posto. Al secondo e terzo posto, altri due studi indipendenti locali (Studio Odontoiatrico Amosso e Dental Medica, 61 citazioni ciascuno) restano comunque davanti a DentalPro, pur senza alcuna proiezione a livello nazionale.

Come i modelli cercano davvero, e perché uno studio piccolo può battere una catena nazionale

I modelli AI non si limitano a cercare il nome di un’attività: cercano esplicitamente le piattaforme dove sanno di trovare informazioni verificate. Nei dati di Biella, uno dei modelli ha cercato letteralmente “migliori dentisti Biella recensioni MioDottore”, nominando la piattaforma prima ancora di vedere un risultato. Piattaforme come MioDottore fanno da garanzia intermedia: uno studio con un profilo completo lì sopra viene trattato come fonte già verificata, mentre un sito isolato, per quanto ben fatto, deve “guadagnarsi” la fiducia del modello con più segnali incrociati. Questo spiega perché uno studio piccolo con un profilo curato su poche piattaforme giuste possa competere e vincere contro una catena con budget marketing enormemente superiore ma disperso su troppi canali generici.

GeoTracker · Fan-Out Analysis · luglio 2026
Come cercano i modelli AI? 4 stili distinti

Perché il sito di un’ASL locale può essere più citato di un aggregatore commerciale

A Biella la fonte più citata in assoluto non è un aggregatore privato, è il sito dell’ASL locale. Cosa c’è di più citabile, agli occhi di un modello AI, di un documento pubblico che conferma quali professionisti esistono davvero e rispondono a un bisogno specifico come la mutua? Quando un paziente chiede “un dentista della mutua”, il modello trova naturale affidarsi a una fonte istituzionale che elenca gli specialisti convenzionati, verificata e aggiornata dall’ente sanitario stesso, invece che a un profilo commerciale che chiunque può compilare. È un segnale di autorevolezza che nessuna piattaforma privata può replicare facilmente, e che nessuna catena nazionale, per quanto grande, controlla direttamente.

Il pattern completo: non conta la dimensione della catena, conta la concorrenza locale

Mettendo insieme tutti i dati raccolti, il quadro è coerente: le catene nazionali dominano solo nei paesi più piccoli, dove la concorrenza locale è quasi inesistente (in alcuni centri con 1-2 sedi, DentalPro supera il 15% delle citazioni totali, primo posto assoluto). Nelle città di dimensione media con concorrenza reale, come Biella, le catene ottengono citazioni ma restano dietro ai migliori studi indipendenti. Nelle grandi metropoli, dove la concorrenza è massima, le catene scompaiono del tutto.

Non è un caso isolato di una città o di un brand: è un pattern che si ripete su scala, proporzionale al livello di concorrenza locale, indipendentemente da quanto sia grande o nota la catena a livello nazionale. E questo è il punto più importante di tutto lo studio: scalare le prime posizioni su Google richiede un investimento enorme in tempo, contenuti e autorità, spesso fuori portata per chi non ha già un budget consolidato. Le prime posizioni nelle risposte AI, invece, non sono ancora scritte da nessuna parte: variano da città a città, e in un settore dove girano ogni anno moltissimi soldi, ad oggi nessuno ha ancora fatto una mossa concreta per prenderle. Prendersele oggi è quasi certamente più facile ed economico che provare a superare queste catene in autorità su Google.

GeoTracker · Catene ANCOD · 15 città · 2.250 query
Le 5 catene nazionali: visibilità AI a confronto
SEDI FISICHE
CITTÀ CITATE
CIT.
SHARE%
DentalPro 🏆 Biella (54), Casale (51), Nocera (30), Aprilia (27)
Sede in tutte 15 le città · citata in 9 — in 6 città presente ma invisibile all’AI
15/15
9/15
194
3.1%
Centri Dentistici Primo / Caredent 🏆 Casale (62), Biella (40), Pesaro (15), Bari (7)
10 città con sede · assente: Palermo, Agrigento, Aprilia, Nocera, Catania
10/15
8/15
133
3%
Bludental Clinique 🏆 Biella (20), Bari (18), Vicenza (10), Roma (4)
8 città con sede · citata solo in 5 — Milano, Torino, Bologna con sede: 0 citazioni
8/15
5/15
53
1.5%
HDental 🏆 Pesaro (18), Genova (12), Bologna (6)
5 città con sede · Roma e Torino: sede presente, 0 citazioni AI
5/15
3/15
36
1.9%
Gruppo Dentalcoop 🏆 —
1 sede confermata (Bologna) · 0 citazioni · possibile citazione a Milano da verificare
1/15
0/15
📍
Bologna — unica città con tutte e 5 le catene presenti: solo HDental 6 cit. · le altre 4 catene: 0 cit. su 488 citazioni totali a Bologna

Chi vince davvero, e cosa fa di diverso

In ogni città del campione, senza eccezioni, chi vince davvero non è mai una catena nazionale, ma uno studio o una clinica indipendente con identità locale forte, storicità dichiarata, recensioni abbondanti e contenuto specifico per la propria sede. Clinica Odontoiatrica Villa a Biella è il caso più netto: la sua specializzazione dichiarata su implantologia, parodontologia e casi complessi con poca disponibilità ossea la rende un’entità distintiva agli occhi dei modelli AI, molto più della generica categoria “dentista a Biella” in cui rientrano le catene.

GeoTracker · Il Paradosso Geografico
Vince sempre l’indipendente locale
brand #1 in 5 città diverse · mai una catena al vertice
Biella 43% 65/150
Clinica Odontoiatrica Villa
Indipendente, 496 rec. Google 5★ · DentalPro 4° (54 cit.)
Pesaro 23% 35/150
Centro Odontoiatrico Mingione
HDental presente in città: 18 cit. · Gap x1.9 a favore dell’indip.
Nocera Inf. 37% 55/150
Studio Dentistico Senatore
Prima di DentalPro locale (30 cit.) · Gap: x1.8
Catania 30% 45/150
Bizeta Dental Center
Nessuna catena ANCOD tra i top 3 a Catania
Vicenza 22% 33/150
Dentisti Vignato
Studio indip. vs DentalPro Vicenza (8 cit.) · Gap: x4
15 città analizzate: nessuna catena ANCOD mai al primo posto
In tutte le città vince uno studio o clinica indipendente — le catene nazionali inseguono

Perché le grandi catene sono invisibili proprio dove contano di più i volumi

Il pattern osservato suggerisce che le AI premiano segnali diversi da quelli su cui le grandi catene investono di più: identità clinica riconoscibile, specializzazione distintiva, contenuti costruiti sulle categorie di domanda dove oggi sono assenti (urgenza, paura, fiducia, non solo prezzo o prodotto), e presenza attiva sulle piattaforme terze che i modelli consultano di più in ogni città, incluse fonti istituzionali locali oltre alle directory commerciali. Le città piccole non sono un successo del brand, sono semplicemente l’assenza di alternative comparabili. Nelle città grandi, dove esistono decine di studi indipendenti ben posizionati su queste stesse leve, le catene nazionali restano invisibili nonostante il numero di sedi e il fatturato.

La storia di un brand per un’AI è ancora tutta da scrivere

La storia che un’intelligenza artificiale racconta di un brand rispecchia ogni cosa che quel brand ha fatto, prodotto e reso pubblico online, nel bene e nel male. Ma c’è una differenza enorme rispetto alla SEO tradizionale. Con la SEO, spesso bastava scrivere un contenuto in un certo modo, o coprire una determinata semantica, per ottenere una percentuale, seppur a volte esile, più alta di essere trovati dai clienti.

Con un’AI il meccanismo cambia. Un modello prende una domanda e conduce una ricerca personale, usando una terminologia propria che copre e va oltre la semantica classica. Anche quando trova dati che rispondono esattamente alla domanda, se non riesce a verificarli attraverso una fonte autorevole, il sito ufficiale del brand, Wikipedia, un ente istituzionale locale, tende a scartarli e a considerare qualcun altro al posto tuo.

Contano quindi tre cose insieme: il materiale disponibile, da chi è pubblicato quel materiale, e se un’AI riesce a confermare in modo incrociato quello che ha trovato sul brand. Sono interventi più rigorosi di quelli richiesti dalla SEO: se anche uno solo di questi tre elementi manca, le citazioni, e con esse i potenziali clienti, calano in modo netto. Ma chi riesce a curare questi tre aspetti nel modo migliore possibile si affaccia su un campo da gioco nuovo, che oggi non è ancora dominato interamente dalle grandi compagnie. Chiunque, in teoria, può lavorare per far crescere lo specchio che riflette il proprio brand agli occhi di un’intelligenza artificiale.

Domande frequenti

Le AI generative sostituiranno Google per la ricerca di servizi locali come un dentista? Non del tutto, ma la usano sempre più spesso soprattutto chi ha già deciso di agire e cerca solo indicazioni rapide e affidabili, il che rende la visibilità AI un canale diverso e complementare rispetto al posizionamento SEO tradizionale.

Un brand con buon posizionamento Google è automaticamente visibile anche alle AI? No, i dati mostrano ripetutamente brand ben posizionati su Google con zero citazioni AI, e viceversa: sono due sistemi che premiano segnali diversi.

Le catene nazionali sono sempre invisibili alle AI? No: nei centri più piccoli con poca concorrenza dominano, nelle città di media dimensione ottengono citazioni ma restano dietro ai migliori studi indipendenti, nelle grandi metropoli scompaiono quasi del tutto. Il fattore determinante è il livello di concorrenza locale, non la dimensione della catena.

Quanto è affidabile il campione raccolto? Il lavoro è partito da un primo gruppo di città più piccole, distribuite tra nord, centro e sud Italia, proprio per rendere il campione iniziale il più affidabile possibile fin da subito. Dopo aver individuato un pattern ricorrente, il campione è stato allargato con altre 7 città, incluse le grandi metropoli, per verificare che non si trattasse di un caso isolato. Il dato principale su Milano e Biella è stato inoltre validato con run ripetute sugli stessi modelli, poi confermato con i modelli AI più recenti disponibili nel 2026. Il pattern aggregato su 15 città e oltre 2.200 domande rende l’osservazione robusta anche se il singolo dato cittadino ha margini di oscillazione naturali.

Come si può verificare la propria visibilità AI attuale? Attraverso un audit specifico, che analizza le città e le categorie di domanda rilevanti per il proprio caso, con gli stessi metodi usati in questo studio.

Come funziona la GEO: perché ottimizzare solo il tuo sito non basta

Come funziona la GEO e perchè applicare la GEO in Italia
Come funziona la GEO: perché ottimizzare solo il tuo sito non basta

TL;DR: Il 73% dei brand che compaiono in prima pagina su Google non viene mai citato nelle risposte AI. Il motivo non è tecnico: è strutturale. I motori generativi citano soprattutto fonti terze (Earned), non il sito del brand. Ottimizzare solo il proprio sito non risolve il problema.

Che cos’è la GEO e come funziona?

La GEO è la disciplina che ottimizza la presenza di un brand nelle risposte generate da ChatGPT, Claude, Gemini e altre AI, non nei motori di ricerca tradizionali come Google. Il termine è stato coniato nel paper Aggarwal et al., pubblicato da ricercatori di Princeton, Georgia Tech e IIT Delhi.

Funziona così: quando un utente fa una domanda a un motore AI, il sistema non “cerca su Google”. Recupera contenuti dal web secondo criteri propri, li sintetizza e produce una risposta. In quella risposta compaiono alcune fonti, non tutte. La GEO lavora per far sì che il tuo brand sia tra quelle citate.

La differenza rispetto alla SEO è di natura: la SEO ottimizza la posizione in una lista, la GEO ottimizza l’inclusione in una sintesi. Le metriche, le tattiche e i fattori di ranking sono diversi. Alcune basi tecniche coincidono, ma il gioco è diverso.

Grafico a barre che mostra la distribuzione delle citazioni AI per tipo di fonte: Earned 85%, Brand 15%, Social quasi zero

Perché il tuo sito da solo non basta?

Il 73% dei brand in prima pagina su Google ha zero citazioni nelle risposte AI. Non brand sconosciuti: brand che già dominano i risultati di ricerca tradizionale.

Il motivo è che i motori AI non ereditano la logica di Google. Non pesano i backlink allo stesso modo, non guardano la posizione di ranking come segnale principale di qualità. Valutano la struttura del contenuto, la presenza su fonti terze autorevoli, la chiarezza semantica.

Un sito tecnicamente perfetto, con ottimi contenuti on-page e buon posizionamento SEO, può comunque essere invisibile all’AI se non ha presenza sulle fonti che l’AI considera affidabili. E quelle fonti, nella quasi totalità dei casi, non sono il sito del brand.

Che differenza c’è tra Brand, Earned e Social?

La tassonomia di riferimento nel settore divide le fonti citate dall’AI in tre categorie, approfondite empiricamente da Chen et al. (2025):

Brand è il sito del brand stesso. Per uno studio legale è il sito dello studio. Per un’agenzia di comunicazione è il sito dell’agenzia. Questa categoria rappresenta i contenuti che il brand controlla direttamente.

Earned sono tutte le fonti terze che parlano del brand senza che lui le controlli: directory di settore, piattaforme di recensioni, articoli su testate giornalistiche, comparatori. Per i servizi professionali in Italia, per esempio, ProntoPro è una fonte Earned. In ambito finanziario lo sono Altroconsumo o un portale di comparazione conti correnti.

Social sono forum, community, Reddit, gruppi. Una discussione su Reddit che menziona il tuo studio o la tua azienda è una fonte Social.

Le tre categorie non valgono lo stesso per l’AI. La proporzione con cui compaiono nelle risposte è molto squilibrata, e tendente soprattutto all’Earned.

Quale tipo di fonte cita di più l’AI?

L’earned media rappresenta tra l’82 e l’89% di tutte le citazioni AI, secondo tre edizioni consecutive dello studio Muck Rack condotte da luglio 2025 a maggio 2026. La proporzione è rimasta stabile attraverso gli aggiornamenti dei modelli, il che suggerisce una preferenza strutturale, non un’anomalia.

Il sito del brand (categoria Brand) contribuisce meno del 15-20% delle citazioni totali, indipendentemente da quanto sia ben fatto. Non è una questione di qualità: è un effetto strutturale. L’AI tende a fidarsi di più delle fonti terze perché le interpreta come corroborazione esterna, non come autopromozionale.

La conseguenza pratica è immediata: un brand può aver investito anni in tecniche SEO, contenuti on-page, posizionamenti su Google, e risultare del tutto assente agli occhi di un motore AI. Nel frattempo un concorrente locale, anche senza un sito curato o senza sito del tutto, ma citato sistematicamente da piattaforme terze, può dominare le risposte e venire consigliato dall’AI al posto suo.

Confronto tra visibilità Google e visibilità AI: stesso sito in prima posizione su Google, zero citazioni nei motori AI

Cosa conta davvero per essere citati dall’AI?

La presenza Earned è il fattore dominante: essere citati su directory di settore, piattaforme di recensioni, testate giornalistiche. Non basta essere presenti: secondo i dati Ahrefs su 75.000 brand, le menzioni di brand correlano 3 volte più fortemente con la visibilità AI rispetto ai backlink. I link contano meno delle citazioni testuali.

È dimostrato che la struttura del contenuto incide sulla probabilità che un testo venga estratto e incluso in una risposta. Aggiungere statistiche con fonte aumenta la visibilità AI del 41%, le citazioni dirette del 28%. I contenuti vaghi, senza dati, vengono ignorati.

Il markup semantico (schema FAQPage, Article, Organization in JSON-LD) riduce la frizione con cui l’AI analizza e classifica il contenuto. Non è una garanzia di citazione, ma abbassa la probabilità di essere esclusi per motivi tecnici.

La GEO in Italia funziona?

Sì, e il campo è quasi completamente vuoto. La letteratura accademica sulla GEO è nata in contesto anglofono, gli strumenti di misurazione esistenti sono quasi tutti calibrati su query in inglese, e i consulenti che la propongono in modo strutturato al mercato italiano si contano sulle dita di una mano.

Questo è un vantaggio per chi inizia ora. La saturazione che esiste in certi settori per la SEO non esiste ancora per la GEO in italiano. Nicchie che su Google sono già presidiate da decine di competitor esperti restano spesso senza presidi stabili nelle risposte AI.

Gli strumenti per misurarla esistono: è possibile costruire un set di query rappresentativo per il proprio settore, lanciarlo su ChatGPT, Perplexity, Claude e Gemini, e registrare sistematicamente se e dove il brand compare. La misurazione è il punto di partenza obbligato, perché senza dato di partenza qualsiasi ottimizzazione è cieca.

Le piattaforme Earned rilevanti cambiano per settore: per i servizi alla persona ProntoPro, per il confronto di prodotti finanziari Altroconsumo, per altri ambiti le directory e le testate di categoria. Il comportamento dei modelli su query in italiano ha caratteristiche proprie che la ricerca cross-lingua sta iniziando a documentare, e che rendono il mercato italiano una variabile a sé.

C’è un parallelo che vale la pena fare. Qualche anno fa aprire un sito web era un passo quasi obbligato: dava credibilità, portava clienti, faceva trovare su Google. Poi la SEO è diventata più competitiva, i costi sono saliti e il sito da solo non bastava più. Oggi stiamo vivendo una transizione simile, ma con l’AI al posto dei motori di ricerca. Chi non è presente nelle risposte generative non esiste per una quota crescente di utenti che non arriverà mai a cercare il suo sito.

Chi inizia a lavorare sulla propria visibilità AI ora entra in un mercato ancora poco presidiato. Il vantaggio di chi parte prima non è solo di posizione: è di tempo. Costruire presenza Earned richiede mesi, non giorni. Se vuoi capire dove si trova la tua azienda oggi quando qualcuno chiede di te a un’AI, puoi iniziare da seanmedia.it.

Domande frequenti sulla GEO

GEO e SEO sono la stessa cosa?

No. La SEO ottimizza la posizione nelle liste di link di Google. La GEO ottimizza la presenza nelle risposte generate da AI come ChatGPT, Perplexity, Claude e Gemini. Le due discipline hanno logiche, metriche e tattiche diverse, anche se alcune basi tecniche coincidono.

Il mio sito web deve essere ottimizzato per la GEO?

Sì, ma non è sufficiente. Il sito proprio (fonte Brand) contribuisce meno del 20% alle citazioni AI. La parte più importante del lavoro riguarda le fonti Earned: directory, piattaforme di settore, articoli su siti terzi che parlano del tuo brand.

Cosa sono le fonti “earned” nel contesto GEO?

Sono siti terzi che citano o descrivono il tuo brand senza che tu li controlli direttamente: directory di settore, piattaforme di recensioni, articoli su testate giornalistiche, comparatori. Questa è la categoria Earned, e rappresenta strutturalmente oltre l’80% delle citazioni AI.

Quale motore AI cita i brand con più facilità?

Perplexity è il più accessibile per brand di nicchia perché cita in maniera numerata e consistente. ChatGPT cita nel 96% delle risposte ma è selettivo sui brand inclusi. Claude cita nel 55% delle risposte ma include in media più fonti per risposta. Il comportamento varia per settore e lingua.

Da dove si inizia con la GEO in Italia?

Il punto di partenza è la misurazione: identificare un set di query rappresentative del settore, lanciarlo su almeno tre motori AI e registrare se e dove il brand compare. Senza dato di partenza non esiste ottimizzazione. In Italia il campo è ancora poco presidiato, il che rende la fase di misurazione già un vantaggio competitivo.